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Esiste in Romagna una tipica forma di artigianato: quella delle tele stampate a mano. Le origini di questa produzione si fanno risalire al '700, quando i contadini già ricoprivano il bestiame con drappi recanti il medaglione stampato raffigurante S. Antonio Abate, protettore degli animali domestici.
La tecnica di lavorazione, tramandata di generazione in generazione, e gli arnesi adoperati sono gli stessi da sempre.
Sugli stampi, tutti intagliati a mano nel legno di pero, viene applicata una pasta colorante a base minerale: dal blu al verde, al rosso "antico" fino all'inconfondibile ruggine che si ricava impastando ossido di ferro con farina bianca e aceto di vino; il tutto secondo pesi e proporzioni gelosamente custodite dai capifamiglia.
Segue la stampatura, che esprime l'estro dell'artigiano nel comporre sulle tele i disegni richiesti.
Dopo l'asciugatura, preferibilmente al sole, si passa al viraggio e fissaggio dei colori, fatto in grandi mastelli di legno con soluzioni a base di acido solforico e di soda caustica: le tinte acquistano così il loro caratteristico aspetto cromatico e una garantita indelebilità al bucato.
Ultimo atto, la stiratura che avviene per mezzo del mangano, una sorta di primitiva pressa del XVIII sec. che viene mossa manualmente e che corre sui rulli nei quali è stata avvolta precedentemente la tela che sarà così stirata e ripiegata.
La bellezza di quest'arte tradizionale risponde interamente alle esigenze pratiche e di arredamento dell'ambiente moderno: per tovagliati, copriletti tendaggi, biancheria da cucina, ecc... |